Motivi per i quali non avremmo mai dovuto votare Berlusconi


1. E’, per sua stessa ammissione, un presidente puttaniere, cioè è un cliente. Uno che considera le donne una merce da acquistare, scartare dal cellophane, dal quale strappare il cartellino con il prezzo scontato, consumare e gettare dopo l’uso nella pattumiera.
2. Non ha ancora raccontato come, dall’umile figlio di bancario di cui parla la leggenda, sia diventato da un giorno all’altro il fantastiliardario che è, più ricco di un banchiere. Siccome noi lavoratori ci mettiamo una vita per guadagnare certe cifre, chiamate TFR, la metà del cui importo va in conto all’ortopedico che ci riaggiusta la schiena che ci siamo schiantati, e siccome il Superenalotto non c’era ancora a quei tempi, la domanda su come ha fatto i soldi non è lecita, è un imperativo categorico.
3. E’ una persona volgare dentro e, quel che è peggio, non si accorge di esserlo. Anzi, è convinto di avere stile e decoro. Come quelli che riempiono la casa di mobili di Cantù finto settecento invecchiati sottoterra e nell’ingresso hanno la Grande Specchiera con il cornicione in foglia d’oro. Una casa di stile. Libero.
4. Si è fatto il lifting come una sciuretta, ha il terrore di invecchiare, indossa i tacchi alti e si trucca. Non ho niente contro i travestiti ma è lo stesso una cosa mostruosa in un uomo di Stato. Il fondotinta sulla pelle di un vecchio dall’espressione viziosa mummificata si giustifica solo sulla salma di un pimp americano sdraiato sul tavolo del tanatopratico.
5. E’ un bugiardo patologico. Quindi, per definizione, inaffidabile. Eppure gli italiani gli affidano le chiavi di casa, i figli minorenni (soprattutto le figlie) e un libretto di assegni in bianco e già firmati.
6. E’ fonte costante di vergogna nei nostri rapporti con i cittadini stranieri. La vergogna è un sentimento tra i più penosi da provare e può spingere al suicidio. Gli italiani devono aver sviluppato un qualche anticorpo contro la vergogna.
7. I suoi rapporti con Mafia e criminalità organizzata non sono mai stati chiariti fino in fondo e, nel dubbio, votare chi ha venduto l’anima al Diavolo è una follia.
8. Parla con inflessione milanese ma come un caratterista cane che interpreta ” il milanese” in un cinepanettone romano.
9. E’ presidente del Milan ma è interista.
10. Impreca con “cribbio”.
11. Si atteggia a grande amatore ma la sua sessualità è anch’essa un imbroglio. E pure la pompetta ormai gli rema contro.
12. E’ amato e votato dalle casalinghe e dagli analfabeti politici di ogni colore, ovvero dalle categorie di votanti che giustificherebbero l’abolizione del suffragio universale.
13. E’ il classico cattoipocrita. Riceve la comunione nonostante sia pluri-risposato e ri-divorziato solo perchè è lui e si ritiene adatto a parlare di famiglia, valori famigliari, etica famigliare solo perchè ha impregnato più volte più donne ed ha più famiglie.
14. E’ un fascista ma non escluderei che in cuor suo fosse comunista.
15. E’ assetato di potere perchè da giovane ha mangiato troppo salato.
16. Con tutte le promesse che fa, come mai non è imbarcato su un cargo battente bandiera liberiana?
17. Racconta barzellette anche ai funerali, dove ruba costantemente la scena al morto.
18. E’ il classico assicuratore che si fa firmare la polizza vantaggiosissima sulla vita leccandotelo per mezzora. Poi, quando vai a riscattarla perchè sei troppo vecchio e non ti coprono più, scopri che non solo non riavrai la cifra che hai versato negli anni ma gli devi pure le spese.
19. E’ massone, marpione, filone e sbruffone.
20. E’ l’Uomo della Provvigione.
La tragedia italiana è che queste erano tutte cose note e palesi fin dalla sua discesa in campo. Volendo appena appena preventivamente informarsi sulla solvibilità di colui al quale avremmo dovuto concedere credito illimitato, come è uso fare in qualsiasi azienducola, si sarebbe potuto capire che questo qui era una palla persa, oltre che un pericolo.
Lo hanno votato lo stessoUn po’ gli (ci) sta bene.

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