l grande comunicatore disorientato


Gli sciagurati che consigliarono alla Moratti di dire la balla colossale contro Pisapia nel dibattito a SkyTg24 ragionavano con vecchie strategie. 
Molli il colpo basso, la trasmissione finisce, poco importa se poi sui giornali si faranno dei distinguo, nell' elettore resterà il dubbio.
 Non è più così: perché le immagini ora vengono riviste milioni di volte sui computer, sui laptop, sui tablet, sui telefonini. Linkate su Facebook. Vivisezionate, sbugiardate e ridicolizzate.
 In queste elezioni amministrative, come già in passato ma più che in passato, messaggi, slogan, sputtanamenti ritrasmessi su Facebook, Twitter, la rete in generale, hanno mosso molto di più di un TG addomesticato, del concerto con le ballerine, il cantante famoso, la battutona «il Milan non compra Hamsik».
Berlusconi e il centro destra appaiono in affanno. 
Sarà un caso, ma su internet, malgrado le professionalità e i mezzi di cui dispone, il gruppo editoriale Mediaset non ha la stessa forza d’urto che ha nel panorama televisivo.
 L’amico direttore può pure centellinare la notizia scomoda o il video imbarazzante, ma non basta. 
Ci pensa la rete, da un profilo all’altro, da una mail all’altra, da un blog all’altro, a fare passare il messaggio.
 Puoi pure fare chiudere Santoro, ma rischia di essere un ingenuo boomerang di chi - a quasi 75 anni - continua a pensare che il mondo giri solo attorno alla tv e, forse, non ha mai usato Facebook.
Mauro Evangelisti 
Il Messaggero

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